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Essere Amore

Corrono.
Si affrettano. L’impazienza domina il loro cuore.
Tutti vestiti di nero. Il colore non esiste.”
Pensava Margherita seduta al riparo sotto la tettoia di un alto grattacielo che ai suoi
piedi nascondeva un piccolo bar.
Il rumore delle gocce di pioggia era impercettibile.
Il suono dei clacson e delle ruote veloci sull’asfalto coprivano la musica del cielo che in
quel momento aveva deciso di pulire lo smog di Milano.
Un ragazzo dagli occhi a mandorla, nell’umiltà del suo sguardo, le chiese se le servisse
un ombrello.
Margherita non ne aveva bisogno e con un sorriso, rifiutò ringraziandolo.
Allora il piccolo indiano infreddolito, rivolse di nuovo l’offerta a due uomini vestiti di
nero, usciti dal bar.
Senza nemmeno guardarlo, come se venisse da un altro pianeta, infastiditi, risposero con
un no ancora più scuro dei loro vestiti.
Margherita si domandò:
“Ma non siamo forse tutti fratelli? Non proveniamo tutti dalla stessa Madre Terra?
Non siamo tutti figli di quell’Universo infinito che ci sovrasta?”
Ebbene sì, Margherita era consapevole che la diversità racchiude la bellezza del cosmo
che ci ha creati.
Non è forse vero che esistono rose, viole, gigli e margherite?
E che pur se diversi, donano un prezioso sorriso a chi li annusa e li osserva?
Certo che sì, rispose tra sé e sé Margherita.
E per l’umanità non è forse la stessa cosa?
Certo che sì, ribadì Margherita.
Ma pochi se ne accorgono.
Perché l’illusione della frenesia del tempo moderno ci distrae a tal punto da renderci
ciechi e sordi nel sentire la bellezza del mondo.
Ciò che conta davvero.
E i visi cupi di chi ha fretta di vivere non conoscono il sorriso.
Un velo di tristezza scese negli occhi di Margherita.
Ma lo sapeva bene che l’armonia dell’eterno da cui l’umanità discende, è l’equilibrio
indissolubile tra silenzio e rumore, sorriso e lacrima, tenacia e rassegnazione.
Perciò sorrise di nuovo serena perché riconosceva la verità dell’eterno ciclo degli opposti.
E l’indifferenza?
Dove sta l’indifferenza?
Nel lasciarsi vivere, nel dimenticare che il cuore si riscalda grazie all’emozione di un
abbraccio e di un semplice sorriso alla vita.
E Margherita lo sapeva che l’indifferenza non aveva più via di scampo.
Perché ormai la necessità della coesistenza pacifica della diversità, era evidente.
Camminava lungo le strade di Milano e miriadi di musiche diverse l’avvolgevano.
L’umanità stava vivendo l’unicità di un mondo.
Lingue diverse, diversi colori, ma stessa essenza, stessa origine.
Stava nascendo il dialogo, l’ascolto tra i diversi.
Sentiva il vento d’oriente coincidere con quello d’occidente, del sud e del nord del globo.
Le stelle dell’universo entrare nel suo spirito e parlarle. Tutta l’umanità discendere dallo
stesso infinito amore.
Quello del cosmo che racchiude in sé la vita di ogni creatura.
Gli alberi le sussurravano questa verità, i fili d’erba , la rugiada, il sole del mattino, le
mucche e il tesoro del loro latte.
Tutto è Amore.

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