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Il re soldato

Il re soldato
Il re, dagli occhi profondi ed intensi, guarda il soldato che, a sua
volta, guarda il re. Se stesso.
Entrambi protetti dalle loro armature, sembra che l’uno abbia paura
dell’altro. Ma mentre il re alza la spada in segno di pace e vittoria, il
soldato è come se volesse farsi avanti e dare avvio alla battaglia.
In realtà il re, non ha indossato l’armatura per paura, ma per farsi
ascoltare dal soldato, farsi ascoltare nelle profondità, nell’anima. Per
farsi riconoscere parte di se stesso. Perché il re lo sa di essere anche
il soldato ma, il soldato, ancora, non ha compreso di essere re. E non
ci crede pienamente.
Il re dice: “Vuoi davvero combattere e farmi del male? Di cosa hai
bisogno per stare in pace con te stesso e non avere la necessità di
attaccare?”
Il soldato: “Voglio riconoscere me stesso e potermi esprimere nella
verità di chi sono.”
“E chi sei?” Chiede il re.
“Sono parte della creazione, sono vita, sono essenza, sono la scintilla
della Meraviglia che mi ha creato, che è dentro di me, dentro ad
ognuno di noi, ovunque. Sono parte di un Amore incondizionato”
“E allora perché sei così rabbioso e combattente, rancoroso e
inquieto e disorientato, confuso e titubante, famelico, triste e
rassegnato?
Perché?
Perché, se sai perfettamente ciò che sei?” Ribadisce il re incuriosito
e perplesso.
“Perché ho sempre tenuto in catene e in prigione tutta questa
bellezza che risiede in me!
Perché ho avuto paura dell’ immenso amore che sono e dell’infinito
potere che esso ha.
Semplicemente perché ho avuto paura di ascoltare la voce del cuore
e seguirla.
Ho paura di sbagliare.
Ma ora io ho coraggio.
“Sì, coraggio! Nel vivere la Meraviglia che sei e che è tutto intorno la
paura non può esistere!” Disse il re.
“Sì è vero. L’amore che sento e che muove tutto è così
incondizionato e misericordioso. Sento che mi accoglie senza
giudizio e permette di riconoscermi in tutte le mie parti sia nere che
bianche. E così sono felice di vivere ciò che sono perché mi amo e
amo ciò che vedo negli altri perché è la stessa bellezza. E ora lo
posso vedere, altrimenti come potrei parlare con te e vederti per ciò che sei e sono, se tu non fossi parte di me? Ma ho bisogno di
crederci un po’ di più!
“E allora, ora conosci la tua verità, cosa aspetti?!” chiese di nuovo il
re.
“Aspetto di viverla e condividere questa meraviglia che sento e
vedo!”
“Bene, e credi che io ti possa aiutare in qualche modo?” Disse il re
con le lacrime agli occhi, consapevole che il soldato aveva preso
coscienza di una sua grande verità.
“Sì! Credo che tu sia per me di vitale importanza!” rispose il soldato.
“Come?” chiese il re che voleva sentire dalla bocca del soldato ciò
che in realtà già sapeva.
“Ora voglio ascoltare te, che sei parte di me. Voglio vivermi e viverti.
Sei la saggezza del cuore che è in me e che muove la vita e voglio
seguirla. Il mio intuito la mia Essenza. In questo scambio umano
che crea ricchezza perché dona amore e umanità. Voglio dedicare
del tempo a te, il re/regina del mio cuore. E insieme a te vivere dei
nostri sogni.
Ciò che ora prende vita, è il mio cuore che è anche tuo. E’ la forza e
l’azione assieme all’ascolto, la comprensione e la compassione.
Semplicemente l’Amore. La mia Umanità.
Ora vedo.
Tu sei la mia verità, la chiarezza, la voce dell’anima, la guida che
permette al sogno di realizzarsi, e al fuoco del soldato di prendere
forma. Tu sei me e io sono te. ” Rispose il soldato onorato di essere
un aspetto del re/regina che aveva di fronte, e di essere uno la
completezza dell’altro.
E così mise la spada nel fodero.
Altrettanto fece il re.
In posizione diritta, ferma, riconoscendo il suo valore e la bellezza
che vedeva nei suoi occhi e in quelli del re, il soldato aprì le braccia
ed abbracciò il re.
Il re fece altrettanto e lacrime di gioia e commozione scesero sul suo
viso.
“Ti amo” la voce all’unisono suonò determinata e in pace.

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